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Rapporti fra i sessi

Parteciparte lavora a Cambiare i Copioni. Permettere a tutte e tutti di identificare e cambiare i copioni nei quali ci ritroviamo intrappolati/e, spesso senza manco accorgercene.  Lavoriamo per un mondo di relazioni basate sul consenso reciproco, dove nessuno si ritrova a recitare un ruolo che non ha scelto. Usiamo quindi il teatro per de-costruire questi ruoli, siano questi nelle relazioni affettive, nell’inter-cultura, nel lavoro. Questo lavoro mette in prospettiva i rapporti di forza e il dominio storico di alcune categorie su altre.

Laboratori nelle scuole

I laboratori sugli stereotipi non servono ad insegnare qualcosa ai ragazzi come se fossero ignoranti. Spesso questi non hanno ancora interiorizzato tanti stereotipi come gli adulti e hanno più facilità a decifrare gli stereotipi che rendono una situazione intollerabile. Con loro mettiamo in scena situazioni di vita quotidiana in cui sono all’opera rapporti tra i sessi non problematici. Dalla famiglia alla scuola, dai rapporti tra loro ai rapporti con gli adulti, non mancano mai le situazioni. Sono loro a definire il problema.

Il facilitatore magari fa domande per approfondire ogni situazione e facilitare la creazione di una scena estetica e chiara per capire bene i meccanismi e i pregiudizi che sottendono ad un oppressione legata al genere. In un secondo tempo lavoriamo su come superare queste situazioni, come decostruire i pregiudizi, come raggiungere un relazione rispettosa delle differenze e paritaria. In questo senso usiamo anche molti giochi ed esercizi che permettono di fare emergere questi stereotipi per analizzarli e sperimentare relazioni nuove, non condizionate dai pregiudizi. I laboratori nelle scuole sono tanti.

Olivier ne ha condotti molti a partire dal 1998 andando dalle periferie francesi alle baracche di Nairobi. Dal 2010 anche Claudia conduce numerosi laboratori, partendo dalle scuole romane e fino ai centri antiviolenza afghani.

Generalmente nascono scene di coppie con diversi problemi: la gelosia, il tradimento e la non accettazione della rottura della relazione. In queste scene, cerchiamo sempre di capire quali elementi mostrano una coppia sana e quali mostrano l’oppressione sulla donna. L’obiettivo è riuscire a tracciare una linea rossa per capire in ogni situazione dove è l’oppressione di genere sommersa. Anche se nascono scene sull’omofobia o sul razzismo, non giudichiamo.

Cerchiamo di capire le dinamiche alla base di questi fenomeni. Spesso basta chiedere ai ragazzi di fare in modo che la scena stessa mostri perchè i personaggi sono razzisti o omofobi. Spesso una battuta o pochi gesti fanno capire l’oppressione di genere che si nasconde in questi fenomeni. Gli stranieri, come gli omosessuali, minacciano la nostra virilità, la mettono in dubbio, in pericolo, portano un’altra sensibilità, distruggono senza preavviso i nostri stereotipi di genere più profondi.

Con il TDO i ragazzi raggiungono delle analisi di grande spessore e possono anche assumere dei nuovi punti di vista, provare nuovi atteggiamenti, nuovi modi di rapportarsi all’altro sesso, modi rispettosi, costruttivi e creativi.

Formazione di operatori

Abbiamo formato sia operatori che lavorano nelle scuole sia operatori che lavorano sulle questioni di genere in ambiti particolari. Miriamo a trasmettere tutta una serie di giochi e esercizi per far emergere la questione del rapporto tra i sessi in modo gradevole e graduale. Sono esercizi che permettono di osservare gli stereotipi di genere, le sentenze, i comportamenti che spesso non sono consapevoli ma rafforzano il dominio maschile.

Mostriamo anche come usare il teatro per mettere in scena le situazioni più estreme o caricaturali e poi, attraverso il Teatro Forum o il Teatro Invisibile, come provocare cambiamenti ed evoluzioni. Abbiamo formato animatori, educatori, operatori, funzionari governativi, personale delle Nazioni Unite, responsabili delle politiche di genere in organizzazioni o istituti scientifici dalla Svezia al Sud Africa.

lavoro con i bambini/e

Teatro Forum sugli stereotipi: L’Orsacchiotta

Presentazione dello spettacolo

Lavoro con Adulti

Diversi spettacoli ci permettono di affrontare gli stereotipi di genere e le loro conseguenze.

“Figli di donne” per esempio permette al pubblico di cercare di evitare che le donne a causa della maternità vengano riportate al lavoro casalingo del “focolare domestico”. In Italia nel 2011 circa un milione di donne sono state licenziate proprio nel momento in cui iniziavano la gravidanza, molte di loro non troveranno un nuovo lavoro, non per i primi tre anni di vita dei figli almeno. Come evitare che questo accada, cosa c’è nella società, ma anche nelle famiglie e nei rapporti di coppia che rende possibile questa condizione da apartheid?

Nel forum il pubblico ha provato spesso a convincere il datore di lavoro che una donna incinta non è per forza un costo, anzi spesso diventa più produttiva dopo la maternità. Si lavora molto anche nel coinvolgere il compagno nella cura del figlio, cosa che permette alla donna di non essere l’unica che fa tutto in casa e in particolare che l’unica addetta alla cura di chi si ammala. Spesso il pubblico fa notare che bisogna creare una solidarietà tra colleghi nei posti di lavoro molto prima che le colleghe inizino una gravidanza.

Una parte dello spettacolo si svolge in casa quando il figlio è nato e lei cerca disperatamente un nuovo lavoro, mentre si occupa di tutti i lavori domestici. Come coinvolgere nei lavori di cura un marito che pretende al meritato riposo quando torna a casa dal lavoro? Lui è convinto che lei a stare sempre in casa ci stia bene, non deve uscire presto tutte le sante mattine per guadagnare la pagnotta…

Il pubblico decide spesso che con un marito che scambia la propria compagna per sua mamma o per la donna delle pulizie non ci sia altro da fare che mettere in atto una radicale trasformazione. Metterli il figlio in braccia subito, lasciargli lavori domestici da fare senza neanche chiedere, supplicare… per molti la parità va affermata nei fatti non chiesta a parole. Una soluzione che piace molto al pubblico è quella di scrivere la lista degli impegni e calcolare il tempo che ciascuno ci dedica. Per molte donne, con un uomo non maturo sulla condivisione dei compiti, è meglio non fare figli.“Da paura” è un altro spettacolo sugli stereotipi: donne spaventate dalle notizie dei giornali su stupri e violenze nei parchi e nelle strade della città , decidono di organizzare delle ronde per sorvegliare il territorio e denunciare gli immigrati sospetti, come se il pericolo per le donne fosse fuori… Una giovane ragazza le incontra mentre sta uscendo di casa. Le donne la spaventano, insistono perche lei la notte si faccia accompagnare da un uomo, o almeno vada in macchina e non in autobus. La ragazza non si lascia convincere però si impaurisce un po’, e infatti quando un giovane provolone prova ad approcciarla lei si impaurisce e perde la testa…

Durante il forum il pubblico si allena a decostruire le paure, così come come si manifestano nella vita quotidiana, al bar, tra amici, commentando le notizie, o quando si sta per uscire di notte da sole.. La soluzione più efficace è sempre quella di parlare di esperienze personali. Sono l’unico contraltare che regge il confronto con le notizie distorte e tendenziose riportate dai giornali. Raccontare come un amica ha avuto problemi di violenza non con uno straniero ma con suo zio che ci provava con lei quando era giovane. Raccontare come un ex-partner la seguiva e non accettava che lei se ne fosse andata. Tutto ciò ci permette di avere molto chiaro in mente sia cosa cercano di imporci i giornali (razzismo e paura) sia cosa cercano di nascondere (il maschilismo e la sua violenza). Il pubblico in genere affronta i due argomenti analizzandoli come un unico processo.

Abbiamo lavorato tantissimo sugli stereotipi con tantissimi spettacoli in diversi paesi. Nella parte relativa alla salute sessuale e riproduttiva troverete altri esempi di interventi fatti in altri paesi.

Teatro invisibile sul maschilismo

Marsiglia è una città abbastanza violenta nei confronti delle donne. L’approccio maschile verso le donne è continuo e molto poco delicato. A un “sei bella come il sole” segue immediatamente “si vede che ti piace scopare” e la ‘mano morta’ è una pratica quotidiana ancora ben viva. Può capitare spesso di vedere per strada un uomo che picchia una donna senza che nessuno intervenga. Lo stupro è una pratica molto diffusa, in particolare lo stupro collettivo nelle scuole, filmato dai telefonini con il ricatto di metterlo online e farlo conoscere a tutto il quartiere se la vittima si ribella. Chiunque ha lavorato nell’educazione o nel sociale a Marsiglia sa quanto sia difficile affrontare questi temi.

A Marsiglia tutti questi problemi li abbiamo affrontati con il Teatro Invisibile, con modi e risultati diversi. Dalla simulazione di uno stupro eccessivamente violento in mezzo a luoghi di bullismo e spaccio, per fare reagire i ragazzi. O una scena di violenza per strada, prima su un cane, che tutti difendevanno, poi su una donna che nessuno difendeva, con degli attori sparsi che facevano emergere la domanda, “è possibile che gli animali abbiano più importanza di certi essere umani in Francia?”, e ovviamente “cosa possiamo fare in questi casi, tutti noi?”Con il Planning familial, che era situato in Boulevard d’Athènes, tra la stazione e la Cannebière, luoghi dell’approccio pesante, abbiamo realizzato scene di Teatro Invisibile, finanziati dal Comune.

Abbiamo messo in scena, nei bar affollati principalmente da maschi, un uomo che rimorchiava senza tatto, e senza voglia di sapere se la donna era disponibile o meno. La donna si ribellava coinvolgendo tutti. Poi un altro provolone (attore) veniva a far lo stesso ma in modo più velato, ma ancora una volta provocava l’innervosirsi della ragazza, e la sua reazione. L’obiettivo era di mostrare cosa nell’approccio è pesante per una donna, sia questo delicato o no: il suo interesse e la sua volontà in entrambi i casi non erano mai sondati prima dell’ultima domanda…

Il pubblico poteva capire, nei casi in cui l’approccio aveva successo, che la prima cosa da fare era chiedere alla donna, se ci si poteva sedere accanto a lei e parlarle per esempio. Poi anche nelle fase successive, non prendere un approvazione per un consenso assoluto. Miravamo anche a creare una coscienza del problema nei luoghi in cui è molto presente. L’obiettivo delle donne del gruppo di teatro era anche di chiedere agli uomini di prendere posizione pro o contro questo tipo di atteggiamento, mostrando ogni volta le conseguenze.

La violenza maschile

L’oppressione esercitata contro le donne è sottile, sistematica e diffusa in tutto il mondo. La violenza maschile contro le donne è un effetto di questa oppressione e noi la affrontiamo a tanti livelli, in diversi modi.

Il TDO ci permette di far emergere tutto ciò che è sommerso, di portare alla luce gli aspetti difficili da affrontare perchè rimandano alla nostra educazione e ai pregiudizi culturali difficili da scalfire.

Il TDO soprattutto permette al pubblico, quando parliamo di violenza domestica, di cercare dei momenti in cui intervenire, di provare delle soluzioni inaspettate e di scoprire errori rischiosi che possono far crescere il grado di violenza nella coppia.

Qui di seguito trovate gli interventi che noi abbiamo già sperimentato, ma di certo ci sono molti altri modi per intervenire con il TDO contro la violenza maschile che sono ancora da immaginare.

Alla scoperta del maschile: rassegna di arti trasformative

Quest’anno abbiamo organizzato una rassegna di arti trasformative sul maschile che si è conclusa con il Festival delle mascolinità.

Clicca qui per scaricare il report.

Laboratori con uomini sul maschile

Le campagne contro la violenza sulle donne che vediamo sulla carta stampata o in Tv ci mostrano sempre donne schiacciate, in preda al terrore e con addosso i segni delle botte ma si parla troppo poco di chi commette gli atti di violenza. Dire che l’uomo è potenzialmente violento vi può mettere nei guai, molte persone non accetteranno questa ipotesi, ribadiranno, sulla scia dei media, che sono piuttosto gli stranieri extracomunitari, oppure uomini in preda a un raptus, a commettere violenza. Abbiamo affrontato l’argomento concentrandoci sul maschile in un laboratorio con l’associazione Maschile Plurale che si è svolto da febbraio a giugno 2011. Abbiamo cercato di decostruire la cultura maschilista lavorando sul ruolo maschile imposto dalla società per capire quali elementi rendono i maschi potenzialmente violenti e oppressivi, in quali situazioni si sentono obbligati a dimostrare virilità e forza e perchè a volte perdono la capacità di gestire le emozioni fino ad allontanarsi da responsabilità molto belle come la cura e l’educazione dei figli.

Abbiamo lavorato sul bullismo a scuola e al lavoro, sulla spinta sociale alla dimostrazione di virilità e all’assenza di emozioni. Abbiamo analizzato lo sballo (alcool-droghe) come percorso imposto per dimostrare che un uomo è un uomo (“un whisky maschio senza fischio!”) e come il maschio deve negare la propria vulnerabilità rispetto alla paura del rifiuto negli approcci con le femmine. In un recente laboratorio per l’ONU sul genere maschile – fatto con persone di 23 diverse nazionalità – è emerso che le dimostrazioni di virilità quasi sempre servono a nascondere la vulnerabilità e che gli uomini hanno difficoltà a gestire le emozioni. I partecipanti dei cinque continenti erano tutti d’accordo su questo punto.

Laboratori con “stupratori occasionali” in carcere

Breve relazione sul lavoro svolto in carcere sulla mascolinità, per decostruirla e capire che cosa c’è di potenzialmente violento nella cultura maschilista. Qual è la molla che innesca nel uomo un comportamento violento? Quale sentenze giustificano l’ingiustificabile ? da dove vengono ? Solo l’immigrato o chi ha problemi di salute mentale può commettere violenza o stuprare una donna?

– Documento PDF: www.parteciparte.com/Alla-periferia-del-maschile_Parteciparte.pdf

Laboratori con donne che hanno subito violenza

Il TDO permette di ricostruire un identità che è stata negata o demolita. Nei giochi le persone si ritrovano costantemente a comporre con altre e riscoprire loro stesse, come reagiscono nella difficoltà, in situazioni di competizione o di solidarietà.

I giochi e gli esercizi, graduali e divertenti, permettono di creare un gruppo forte a partire da individui oppressi e isolati. Il lavoro con il gruppo è il punto di partenza che può permettere alla persone, con il TDO, anche di ricostruire un’identità negata o fatta a pezzi.

Il processo creativo con cui si da vita alle scene del TDO è molto benefico, rafforza il gruppo, rafforza gli individui e permette di prendere le distanze dai conflitti quotidiani, anche quelli violenti. Il TDO ci fa capire che teatralizzando una situazione si diventa creatori in senso artistico ma anche in senso sociale. La messa in scena permette, poi, al pubblico di capire meglio un fenomeno che ci riguarda tutte/i.

Il pubblico ha l’opportunità di allenarsi ad affrontare anche le situazioni di violenza e, come sempre avviene, fornirà delle soluzioni impreviste, intelligenti e solidali, utili per noi che impariamo sempre volentieri e per le donne che devono ricostruirsi una vita sociale.

Laboratori con operatrici dei centri anti-violenza

Accogliere una donna che ha subito violenza non è un compito facile. Ogni minimo errore può provocare danni e rimandare la vittima nelle braccia del carnefice.

Durante la scuola estiva della cooperativa BE FREE abbiamo realizzato una breve formazione di TDO dedicata alle operatrici, che hanno anche potuto allenarsi ad affrontare le situazioni più difficili del loro lavoro quotidiano.

Hanno condiviso e analizzato insieme le sfide che devono spesso affrontare da sole. Hanno cercato nuove strategie, parole chiave, ma anche atteggiamenti, gesti e parole da evitare assolutamente. Nello spettacolo serale hanno potuto mostrare come intervengono, condividere le loro difficoltà, perplessità, domande al pubblico, agli uomini anche.

Laboratori sulla tratta

Quando lavoriamo sulla tratta cerchiamo di capire come nella nostra realtà quotidiana possiamo lottare contro questo fenomeno. Qual è la cultura che rende possibile per uomini di andare a comprare piacere sessuale a donne prostituite. Dove ci si insegna questa cultura? Quando?

Non lavoriamo per forza sulla prostituzione diretta ma piuttosto su quello che la rende possibile: la sacralizzazione del potere d’acquisto, gli stereotipi di genere che trasmettono a uomini e donne comportamenti che rendono le relazioni squilibrate.

Durante un laboratorio sulla tratta per esempio, era emerso che spesso alla donna viene insegnato che lei non può abbordare l’uomo. È lui che deve condurre l’approccio, è “cacciatore”. In una scena si vedeva due persone che si desideravano molto, si erano conosciuti velocemente la sera prima, ma non osavano avvicinarsi il giorno dopo, lei perché pensava che una donne non potesse avere l’iniziativa, lui per paura del fallimento e del rifiuto. Si capiva allora che lui sarebbe andato dalle prostitute, situazione alla fine dei conti meno imbarazzante.

Spettacoli sulla violenza di genere (video, scene in marsigliese)

Il nostro intervento più ricorrente, che probabilmente permette di raggiungere più persone in poco tempo e nel modo più efficace è il Teatro Forum sulla violenza di genere.

Per approfondire potete andare al link del video dello spettacolo “Amore Mio”, e al link di uno spettacolo marsigliese, tradotto, che recitavamo quasi tutti i giorni con il Planning Familial, per lo più nelle scuole: www.parteciparte.com/violenza-sulle-donne.html#more-417

Amore Mio

Questo spettacolo mostra 3 tappe che portano una coppia dall’amore alla violenza: possesso, isolamento e violenza. L’obiettivo è sensibilizzare su un tema delicato affrontandolo in modo divertente.

Vogliamo mostrare che tutti abbiamo un ruolo da giocare nella prevenzione alla violenza di genere e che tutti possiamo aiutare una persona che sta entrando in una relazione in cui l’amore diventa possessività e controllo. Lo spettacolo permette di allenarsi ad intervenire, sia prima che una relazione diventi violenta, sia dopo. Permette anche di definire collettivamente quando una coppia diventa patologica e in quali momenti si può o si deve intervenire.

Link al trailer: www.parteciparte.com/video

Brucio d’amore

Questo spettacolo di teatro forum comincia quando una persona sopravive ad una relazione violenta. Il pubblico parte alla ricerca di soluzioni sul da farsi quando una persona cerca di uscire dalla spirale della violenza.

Mostra tutte le difficoltà che rischiano di presentarsi nel rapporto con la vittima. Mostra cosa può succedere nel commissariato, nel rapporto con le istituzioni, inclusi i centri antiviolenza che non hanno posti letto da offrire a chi è senza casa e senza soldi… mostra le difficoltà pratiche e quelle psicologiche dell’avere a che fare con persone che ti vogliono aiutare ma non sanno come.

Se Amore Mio è adatto per qualsiasi pubblico, Brucio d’amore è destinato piuttosto ad un pubblico già sensibilizzato e non troppo giovane, è ideale per operatrici che lavorano sul tema. E’ stato rappresentato per la prima volta al Casal de Merode, (Roma) ad ottobre 2012. Il pubblico ha scoperto la necessita di coinvolgere la donna appena scappata dalla relazione violenta senza fare nulla per lei che non sia stato prima deciso da lei.

Domande semplici per cominciare, che richiedono solo un movimento di testa, un si o un no, quando la donna è traumatizzata.

Durante il Forum si è lavorato molto sull’accoglienza, quali sono i gesti fondamentali da fare quando si accoglie in casa una persona che esce da una relazione infernale? Rassicurare e ringraziare la persona di essersi fidata per esempio, promettere di fare tutto il possibile anche se non sarà facile, cercare di creare una rete di solidarietà per non assumersi da soli la responsabilità dell’aiuto rischando in pocho tempo di non farcela più.