IL TEATRO DELL’OPPRESSO

Per affrontare i problemi con l’intelligenza collettiva

In un’epoca dove ogni problema, ogni difficoltà vengono rimandati alla sfera intima, come cose personali, c’è necessità di renderli pubblici, di collettivizzarli, di andare dall’ io al noi, per evitare l’isolamento di ciascuno nell’individualismo.

Il Teatro dell’Oppresso (TDO) è un insieme dinamico di tecniche ludico teatrali che permette di porre in scena le situazioni oppressive del nostro quotidiano, per analizzarle e cercare collettivamente come farle evolvere.

 

Queste tecniche si rivelano molto efficaci per lavorare in diversi ambiti: educazione, sociale, sanità, ambiente…

La tecnica che permette di raggiungere il maggior numero di persone e stimolare di più il cambiamento è quella del Teatro Forum. Nel Teatro Forum gli spettatori possono intervenire nella scena per provare il cambiamento e scoprire le conseguenze di ogni azione.

Augusto Boal è l’inventore del Teatro Dell’Oppresso. Il maestro brasiliano ha rivoluzionato il teatro classico dando agli spettatori la possibilità di essere attivi, attori e quindi di ‘entrare in scena’ nelle rappresentazioni per allenarsi a intervenire meglio nella società e vincere le oppressioni. Boal è diventato deputato di Rio di Janeiro negli anni 90’ e attraverso l’uso del teatro, ha permesso alla gente di creare leggi.

Anche Antanas Mockus ha influenzato molto il nostro modo di fare teatro. L’ex-sindaco di Bogotà ha usato diverse tecniche teatrali per trasformare la sua città. Ha messo mimi per le strade invece di poliziotti, per gestire le inciviltà, il traffico e la pulizia. Clown e altri artisti di strada hanno permesso di pacificare profondamente la città e di stimolare la cittadinanza attiva in un modo ludico e positivo. Anche i peggiori nemici di Mockus hanno dovuto riconoscere la rilevanza del metodo.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks