LA CHRONIQUE OUVERTE À TOUS

Vu le grand succès des faits divers qui défrayent la chronique et rapportent les actions les plus sombres de l’existence humaine, nous avons décidé nous aussi d’ouvrir une chronique qui sera, elle, consacrée aux plus belles actions, prises de position, nouvelles stratégies découvertes à travers le théâtre forum pour affronter les problèmes sociaux, les situations indécentes etc.  

Cette chronique reportera donc les interventions testées durant les formations, les spectacles, mais aussi à travers les situations quotidiennes. Nous mentionnerons les idées positives, mais aussi les erreurs découvertes sur scène, vu que celles-ci très souvent permettent d’arriver à des solutions.

Cette chronique est ouverte Ă  tous, donc n’hĂ©sitez pas Ă  nous envoyer les rĂ©sultats de vos interventions les plus rĂ©ussies…

* ECO Dopo anni di resistenza al consumismo, Gaia decide di diventare “come gli altri” e rinuncia ai discorsi militanti in famiglia.
* Donne impaurite decidono di concretizzare i decreti legge sulla sicurezza
* Bambini richiedono regali carissimi per natale, mamme rovinate
* Cooperante usa progetti a fini personali e impone pozzi in Africa…
*
Come evitare colpi di stato e divisione quando uno vive in Africa…

Dopo anni di resistenza al consumismo, Gaia decide di diventare “come gli altri” e rinuncia ai discorsi militanti in famiglia.

Il pubblico della Città dell’Utopia e delle scuole elementari prende posizione e decide di provare varie alternative per coinvolgere la famiglia di Gaia in un modo di vivere sostenibile.

Per spegnere la TV, oramai centro del nucleo familiare, il pubblico suggerisce che bisogna avere pronte delle alternative seducenti.

Proporre un libro ad un TV dipendente convince poco la maggioranza degli spettatori. Questa sottolinea che il libro dovrĂ  essere molto adeguato agli interessi del TV dipendente.

Un altro spettatore propone di coinvolgere i familiari nel cucinare, strategia parzialmente accettata.

I bambini propongono giochi di tavola per riunire la famiglia e allontanarla dalla TV.

Per quanto riguarda il consumismo della famiglia, il pubblico scopre che i discorsi “catastrofici” (stiamo distruggendo la terra…), sebbene realisti, funzionano poco.

Emerge allora la necessità di difendere le alternative in un modo molto positivo: più che parlare dello sfruttamento dei coltivatori di caffè, evocare i benefici che traggono questi dal commercio equo-solidale, più che insistere sui danni che fa la TV all’essere umano, celebrare il piacere del giocare e del creare insieme. Più che discorsi, il pubblico ritiene che bisogna portare soluzioni concrete: regalare il caffè equo, portare un gioco divertente, preparare una cenetta o andare a mangiare una pizza insieme.

ECO è uno spettacolo di teatro forum creato con i bambini di Valle Aurelia, che ha girato sia nelle scuole che per un master sulla desertificazione a Roma III.


 Donne impaurite decidono di concretizzare i decreti legge sulla sicurezza

Donne impaurite dai giornali decidono di concretizzare i decreti legge sulla sicurezza denunciando stranieri e chiunque beve sotto casa loro e organizzando delle ronde. Nel finale picchiano un provolone inglese che voleva conoscere una ragazza…
Il pubblico del Volturno prende posizione: non serve opporsi a persone impaurite, bisogna innanzitutto capirle. Rispondere a una informazione mediatica con altra info, anche alternativa non convince, né i personaggi né il pubblico.
Una spettatrice viene a raccontare alle donne impaurite che per lei il pericolo è sempre stato dentro casa con il suo zio, per niente straniero, che ci provava… racconti in prima persona o di gente conosciuta si rivelano l’unico modo per contrastare l’informazione mediatica.
Una volta che la gente è impazzita non serve tanto opporsi. Quindi diversi spettatori si aggregano alla ronda, cercando almeno di cambiarne il nome e il senso. Si capisce che le donne hanno paura oggi a Roma, perche le strade sono sempre più deserte.
Si decide dunque che occupare la strada, riscoprire lo stare in piazza, riappropriarsi del suolo pubblico, e uscire il più possibile, questo può sminuire molto il sentimento di insicurezza, piuttosto che rimanere a casa. Sentirsi e vedersi tante e tanti in strada aumenta la sensazione di sicurezza.


Bambini richiedono regali carissimi per natale

Un paio di Nike a prezzo surreale: mamme rovinate. Nella “scena di natale” (*) intervengono gli spettatori per provare a far ragionare i bambini: alcuni cercano di fargli capire che è esagerato chiedere tali regali, che è crudele per i genitori. Una nonna viene sulla scena a spiegare che le scarpe costano il prezzo della sua pensione. Ma il senso di colpa non funziona in questa situazione.
L. cerca di ricreare un legame tra madre e padre che ormai litigano sempre e quindi non riescono ad affrontare le difficoltĂ  insieme. Primo passo positivo accettato dai partecipanti.
La nonna G. spiega alla nipote che se i suoi amici di scuola pretendono che lei abbia tali scarpe, non sono buoni amici. Al di là del bisogno materiale questa nonna insiste sul bisogno dell’altro, più fondamentale. Da questo punto la bambina, molto resistente, si mostrerà disposta a pensare alternative meno costose e cercare amici meno consumisti. La strategia più condivisa è quindi quella di cercare quali bisogni si nascondono dietro al consumismo. Capire questi bisogni e riconoscerli, invece di materializzarli o demonizzarli.


Laboratorio di teatro partecipativo svolto presso l’Associazione “Diversamente” il 18-12-08.

Cooperante usa progetti a fini personali e impone pozzi in Africa…

25 persone prendono posizione sulla vicenda. Far ragionare la cooperante si dimostra inefficace.
Qualcuno viene sulla scena per proporle di fare cose ancora piĂą brutte e corrotte sperando che lei si renda conto, ma non funziona nemmeno secondo il pubblico. Qualcuno minaccia di fare ricorso alla stampa per rovinare la buona immagine della ONG.
Si decide che rendere pubblici i misfatti della cooperazione è una strategia molto efficace dal momento che la cooperazione si finanzia vendendo buone immagine.


Laboratorio svolto in novembre a Genzano e organizzato da Ricerca e Cooperazione.

Come evitare colpi di stato e divisione in un paese Africano

Al festival di teatro forum d’Itsandra nelle isole Comoro, viene presentata una scena sugli errori del passato e del presente del paese. I partecipanti insistono sul bisogno di non lamentarsi sempre sugli errori del passato. Bisogna capirli certo per vedere come non riprodurli oggi. Il forum quindi si fa sulla storia dell’indipendenza (1975): su come le quattro isole si sono divise e ne hanno persa una, rimasta francese (Mayotte) lasciando la porta aperta ai numerosi colpi di stato successi dopo. Si provano delle strategie per mantenere l’unità. Un partecipante fa un errore magnifico: impersonando una delle isole indipendente, viene a fare discorsi paternalisti a Mayotte per dirle di restare unita, di non discutere troppo gli ordini della isola grande (Ngazidja) etc.
Il pubblico si rende conto che questo tipo di atteggiamenti autoritari hanno fatto fuggire Mayotte e che forse nel presente c’è ancora questo modo di rivolgersi a Mayotte, malgrado i suoi 30 anni di insolente sviluppo francese.
I partecipanti vengono ancora sulla scena con discorsi un po’ moralistici: “Mayotte, hai perso la tua identità, ti sei venduta alla Francia, torna con noi…”.
Diventa sempre più chiaro che l’indifferenza di Mayotte proviene del tono con cui le si parla e più le si dice ciò che deve fare, meno lei se ne frega e lascia crollare le 3 altre isole nella miseria.
Il pubblico prova altre modalità più ugualitarie per rivolgersi a Mayotte, scoprendo molti errori, discorsi, atteggiamenti che provocano ancora la divisione del paese. La pioggia non ha permesso di trovare LA soluzione ideale. Ottimo, cosi la gente è rimasta con tanta voglia di continuare la ricerca nella vita quotidiana.

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